Migliorare la Soglia Anaerobica by Orlando Pizzolato

Siamo in un periodo in cui l’allenamento della soglia anaerobica è particolarmente enfatizzato, soprattutto grazie alla notorietà acquisita dai fratelli Ingebrigtsen, i quali si sono ispirati alle riflessioni tecniche di un connazionale di qualche anno prima. Il cosiddetto “metodo norvegese” non è stato ideato dagli Ingebrigtsen stessi, ma da Marius Bakken che, a metà degli anni ’90, dopo un periodo di stagnazione nei suoi risultati cronometrici, ha acquisito esperienza con vari allenatori – tra cui il padre di Sebastian Coe. Questi confronti gli hanno fornito spunti tecnici che ha poi sintetizzato nel cosiddetto “metodo norvegese”.

L’allenamento della soglia anaerobica ha contribuito così tanto al miglioramento delle prestazioni cronometriche che, rispetto ai miei tempi (gli anni ’80), il carico settimanale dedicato a questo aspetto tecnico è stato raddoppiato. Per allenare la soglia anaerobica bisogna ovviamente correre ad una velocità corrispondente alla propria soglia anaerobica (la velocità tipica di una gara di 45′-60′), mantenendo il ritmo per diversi minuti. I miglioramenti maggiori si ottengono da ripetizioni della durata di 5 o più minuti, fino a 10 minuti. Una seduta specifica potrebbe includere 8 prove da 5′, oppure 4 prove da 10′, o anche una combinazione delle due (ad esempio 4×5′ + 2×10′). Queste indicazioni sono riferite a podisti di livello aerobico medio/buono. Per chi dispone di un inferiore livello di efficienza, va bene svolgere una prova in meno.

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